nata a Vercelli nel 1959, vive e lavora a Novara.


Le tecniche miste di Serena Leale, nel contesto
di una giovane arte piemontese particolarmente
vivace e aggressiva, sviluppano un discorso fra
iperrealtà deformata e ironia sui feticci di una
condizione femminile subalterna fra cucina ed
erotismo della biancheria intima, ma riservato
alla quotidianità familistica del bucato, che
traduce in termini di postmodernità, al di là
della pop art e dell’illusionismo tattile
del "nuoveau réalisme", una tradizione orgogliosa
di corrosiva arte al femminile che si radica nella
parabola feroce di Carol Rama. Il percorso di forte
e aggressiva tangibilità pittorica si estende
dall’antilirismo di ostentazione corporale
dell’installazione a trittico "Io non volo"
ai più recenti feticismi di appendiabiti e
biancheria intima.

Marco Rosci