ROBERTA FANTI_REALTIME

JAPANESE FOOD
“Japanese Food”, grandi opere dai colori accattivanti ed ammaliatori, cibo a cui 
il gusto non resiste, donne asiatiche dalle bocche carnose e desideranti, o dai 
corpi legati, offerte come oggetti, e poi toni sfumati… sempre tre immagini che 
ne formano una, sempre associazioni, sempre contrasti. Sempre quel senso 
dell’inganno che si avverte nel lavoro della Fanti, il doppio gioco, qualcosa 
che da un lato ti chiama e dall’altro te ne mostra la parte cattiva, sempre corpi 
eletti a simboli come pagine bianche su cui segnare, più o meno consapevolmente, 
perversioni miste a desiderio. Il cibo giapponese, che porta con sé una lunga storia 
filosofica, quasi ossessiva, di piacere estetico e di equilibrio visivo, ancor prima 
che del gusto, e quel particolare strano mondo della sessualità, in cui spesso il 
corpo femminile altro non è che oggetto di sadismo e perversione, insieme già nella 
cultura nipponica in molti dei suoi riti, viene riletto dalla Fanti accentuandone 
in modo seppur caramelloso e dolciastro gli aspetti più crudi, riconducendoli ad una 
realtà fatta di ingannevole bellezza oltre alla quale si avverte in paritario modo il 
desiderio, sia esso rivolto al corpo od al cibo. Ne consegue che la figura femminile 
risulti oggettivizzata al pari di ogni altro elemento delle sue opere. 
Non si avverte alcuna critica, da parte dell’autrice, allo stato delle cose che lei 
vuole rappresentare, ma soltanto la volontà di portare chi guarda, attraverso 
l’associazione visiva di tre momenti accostati, a riflessioni che possono di volta 
in volta oscillare tra le varie e contrastanti ipotesi e di lasciare ad ognuno la 
libertà di ogni pensiero.
2007, Maria Vittoria Berti, Closers (personale)
stampe lambda su plexiglass e alluminio
Roberta Fanti serie Les Pecheurs
enpleinair
maioneseproject
artiste maionese
http://www.myspace.com/robertafanti