MARINA BURATTI_REALTIME

L’artista vive e lavora ad Alessandria. Il suo fare artistico è dato da un profondo sentire 
che la lega al mondo delle proprie radici famigliari, ai valori tramandati dai propri antenati, 
alle forze magiche dell’esistere ed a tutte quelle consuetudini che sottendono alla percezione 
soggettiva della realtà del vivere di ciascuno. La Buratti s’interroga ed indaga sul modo in 
cui la vita si esperisce e su come la s’intenda. Nella serie di carte dal titolo 
“Suppose I see what you don’t see” 
riflette su: <<Che cosa vediamo noi veramente? Cos’è la realtà? E’ ciò che vediamo?>>. 
Intende porre all’attenzione del fruitore la considerazione che ogni esistenza umana tende a 
considerare ed a comprendere ciò che già conosce, ovvero, ciò che le appartiene come 
corollario definito del proprio tracciato quotidiano, casella nominale dei propri schemi. 
La bisnonna dell’artista era una guaritrice, “Méjsinoire” per il dialetto della zona di 
Barge (CN) e questo è il titolo dell’altra opera presente a PATHOS(progetto Maionese 2009)
commentata dal sonoro di Jannis Xenakis, percussionista di origine greca. 
Qui lo spazio temporale si annulla, il passato ed il presente perdono i loro confini e la sensazione 
è quella di vivere un incantesimo all’interno di una favola. Sia la donna-guaritrice sia la donna-artista, 
opera attraverso il gesto ed il segno. Entrambe esercitano un ruolo per cui, fondamentale, è la 
conoscenza e la pratica del sapere tramandato ed essere predisposte alla partecipazione del 
fluire energetico del Tutto, con quello emotiv, emozionale ed irrazionale della propria 
sensibilità. Se la prima opera direttamente su di un essere umano, per liberarlo da un male 
fisico, mediante facoltà di forze sottili, la seconda, a queste assurge per creare. 
Entrambe raggiungono gangli che risiedono nel lato psichico, spirituale e misterico 
dell’individuo umano. 
In “Barnyard” il messaggio dell’artista, la sua mission, è manifesta. 
Nel video, con musica di Cage, dall’impatto quasi ipnotico, la performance è ripresa in modo 
tale da focalizzare l’attenzione sul suo torace, sede del cuore. Questo perché la Buratti 
esorta a non demordere, nei momenti in cui il “recinto del pollaio” delle nostre vite, non 
offre nuovi stimoli o ispirazioni e tutto pare essere privo di significato. Invita a prendere 
coscienza della forza, quasi magica e mistica, insita nell’esistenza stessa per essere 
consapevoli dell’azione salvifica dell’Amore, che è Vita. Come uno sciamano, l’artista percorre 
i luoghi misteriosi dell’esistere per raccontarli a chi non li può vedere e sentire, ma è in 
grado di sintonizzare i propri sensi e confidare nella sua guida pregna d’Amore, di Vita e di Arte.

Renata Panizzieri Lanza
biografia
video anomaly_2008
video barnyard_2008
video mèjsinòire_2008
http://it.youtube.com/user/enpleinvideo 
http://www.myspace.com/maiolight
http://www.myspace.com/marinaburatti

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